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          24 Gennaio 2008

L’opinione opinabile - 24 genn. 2008 -
Essere testardo, forse non paga

di Gianpiero Dèlmati

 

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L’opinione opinabile - 24 genn. 2008 -

Essere testardo, forse non paga
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Posso capire lo spirito democratico dell’ormai ex presidente del Consiglio che ha voluto intestardirsi fino a chiedere, a tutti i costi, la fiducia al Senato, anche dopo alti consigli e suggerimenti a non farlo... ma mi è sembrata pura cocciutaggine perseverare senza tener conto di ciò che, da qualche tempo a questa parte, stava prendendo forma alle sue spalle (... ma neanche troppo alle spalle!). Ritengo che la sconfitta al Senato del Governo di ampia alleanza, non sia da imputare esclusivamente alle traversie che hanno colpito il ministro della Giustizia, la sua signora e parte dell’Udeur, con conseguenti et immediate dimissioni del medesimo dall’esecutivo e, quindi, dall’Unione ma, viepiù, anche e in parte, al nuovo emergente Pd guidato dall’attuale sindaco di Roma, che di tempo ed energie ne ha investite in quel progetto.
Questo Pd che, a mia opinione, è già vecchio nella sua essenza, la quale, si può tradurre in due semplici ma espressive parole: voglia di potere. E con la dichiarazione del suo Capo, uscito dalle primarie, che ha annunciato (prima della richiesta della fiducia...) di presentarsi ad eventuali elezioni correndo da solo come Pd, tale dichiarazione è stata un forte contributo allo sfaldamento delle Sinistre che già, in buona parte, si erano rifugiate in altri piccoli partiti (... prima erano convinti sostenitori della grand’alleanza di Sinistra). Prima d’ora, ho scritto che due galli in un pollaio non possono convivere... Prodi forse pensava, senz’altro in buona fede, di poter cavalcare o rappresentare qualcosa nel Pd... si sbagliava poiché, per lui, sarà difficile dirigere, convivere o condividere il Partito democratico che, non va dimenticato, deve avere ancora il battesimo ufficiale delle urne costituzionali. L’ex primo Ministro lo doveva capire dalle primarie popolari, promosse da chi il Pd lo ha concretato (... almeno sulla carta, e inventando il simbolo...). Mi sorge una domanda: ma è mai possibile che partiti di formazione e cultura comunista possano farsi guidare da un ex democristiano? A me sembra piuttosto originale. Come dieci anni fa, Romano è stato “silurato” ancora una volta, e se non dagli stessi, da altri alquanto simili nel recitare la commedia della politica, di stampo tipicamente italiano. La testardaggine non paga!

Gianpiero Dèlmati